Brera, Pushkin e certi incontri quasi mancati

“Brera incontra il Pushkin”, si chiama così l’esposizione aperta nella Pinacoteca milanese dall’11 novembre scorso.  Opere di Cézanne, Gauguin, Monet, Matisse, Renoir, Picasso, Rousseau e Van Gogh, direttamente dalla galleria Pushkin di Mosca. Ottima opportunità, possibile grazie ad un accordo per la chiusura dell’Anno della Cultura Italia-Russia. Uno scambio: a Milano una delle più importanti collezioni russe, contemporaneamente nella capitale sovietica  la mostra italiana dedicata al Caravaggio.
Peccato però che i milanesi – e non solo, perché l’esposizione a Brera ha attirato visitatori da tutta Italia – che hanno potuto gustare questi capolavori sono stati pochi. Un accordo poco chiaro tra la Sovrintendenza e la società che ha organizzato la trasferta delle opere ha infatti tenuto la mostra chiusa per quasi tutti i weekend dall’apertura ad oggi. Il motivo? I dipendenti della Pinacoteca hanno già prestato tutti i giorni di straordinario previsti dal loro contratto nazionale. Mentre la “disponibilità” messa nero su bianco da MondoMostre a fornire personale aggiuntivo è rimasta lettera morta. Il risultato lo potete vedere in questo video, girato con Gabriele Pieroni lo scorso 19 dicembre. Uno scenario che si è ripetuto anche nei fine settimana successivi. La collezione, comunque, merita davvero di essere vista. Resta a Milano fino al prossimo 5 febbraio. Anzi no, fino al 4: il giorno dopo, infatti, è di nuovo domenica.

Posted in arte, attualità, I miei video su Milano (e dintorni) | Tagged , , , , , | Leave a comment

Se una cittadinanza onoraria serve più a fare scena che altro

“Di tutte le cose che mi potevano capitare nella vita, non immaginavo un giorno di diventare milanese”, ha detto oggi lo scrittore Roberto Saviano mentre riceveva dalle mani del sindaco Giuliano Pisapia la cittadinanza onoraria di Milano.

E, in effetti, è una cosa inimmaginabile. Sia chiaro: non ce l’ho con Saviano – che tra l’altro è anche mio conterraneo, essendo originario di Caserta e non “napoletano” come molti giornali erroneamente continuano a scrivere. Ha avuto il merito di far capire a tutto il mondo cos’è davvero la camorra, il cui sapore amaro prima era conosciuto solo da Latina a Salerno.  Ha contribuito a “sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema”, come si dice spesso con locuzione abusata.

Ma continuo a non capire la decisione del consiglio comunale. E non per le ragioni, esclusivamente politiche, per le quali sono piovute critiche da parte di Pdl e Lega Nord.

Il punto è un altro: Saviano ha forse mai abitato a Milano? Ci ha forse studiato, lavorato? No. Il suo libro è ambientato qui? Nemmeno. Continue reading

Posted in attualità | Tagged , , , , , , , , | Leave a comment

Domenica a piedi: buffonata buonista o occasione per la città?

Foto LaPresseDiciamolo subito: il blocco del traffico per otto ore non serve a ridurre le polveri sottili nell’aria. Ormai è conclamato da diversi studi: auto e motociclette aumentano il livello di PM10, sì, ma non più di quanto facciano i riscaldamenti a palla nelle case. Che le domeniche a piedi servano a poco lo ha ammesso pure l’assessore all’ambiente di Milano, Piefrancesco Maran. Che poi ha aggiunto: “Le facciamo lo stesso per educare i cittadini”.

E qui si potrebbe aprire una lunga riflessione su quale sia il compito dei governanti: padri di famiglia che indicano al popolo la via giusta da seguire o amministratori efficienti, in grado di far funzionare la macchina lasciando a ciascuno il più ampio grado di libertà possibile? Personalmente propendo per la seconda opzione, ma non è questa la sede per affrontare il tema.

Il punto è un altro: forse i motivi della scelta della giunta di Giuliano Pisapia non saranno nobilissimi (è chiaramente più un’operazione di immagine che di sostanza), ma qualche volta è il risultato quello che conta. Continue reading

Posted in attualità | Tagged , , , , , , , | Leave a comment

Milanesi che odiano le donne

Oggi, sul dorso milanese del Corriere della Sera, Luigi Ferrarella racconta una storia particolare. In sintesi, è questa: lui stava con lei. O quanto meno i due avevano una relazione intima. Durante un rapporto sessuale, lui, sieropositivo, si sarebbe sfilato il preservativo, per trasmettere volontariamente la malattia alla ragazza. Il giornalista scrive infatti che, nel bel mezzo dell’atto sessuale, il protagonista della storia avrebbe detto alla giovane “che lo faceva apposta per infettare di Hiv lei e tutte le donne da lui odiate”.

Continue reading

Posted in MetaMilano | Tagged , , , | 2 Comments

La Pinacoteca di Brera, tra passato e futuro

Uno dei posti per cui Milano è famosa è la Pinacoteca di Brera. Confesso che dopo un anno di vita a Milano l’ho visitata solo adesso. L’edificio è un ex convento del ‘300, di cui resta qualche piccola traccia anche all’interno (una cappella, ben conservata).

Il lato destro dell'edificio

Nella seconda metà del ‘700, durante la dominazione austriaca, gli fu data l’attuale destinazione di Accademia delle Belle Arti e vi sorsero anche l’osservatorio astronomico e l’orto botanico. La Pinacoteca – che inizialmente era una collezione di opere destinate agli studenti, in un’epoca in cui gli studenti non erano carne da macello da dissanguare con le tasse universitarie – diventò vero e proprio museo con Napoleone, che vi fece esporre le opere rastrellate durante le sue campagne di conquista.

Oggi la Pinacoteca sta vivendo una fase difficile. Il motivo è il solito: non ci sono soldi. Continue reading

Posted in arte | Tagged , , , , , , | Leave a comment

L’area Falck, prima che scoppiasse il caso Penati

Prima che l’imprenditore Piero di Caterina accusasse l’allora sindaco di Sesto San Giovanni Filippo Penati ed il suo braccio destro Giordano Vimercati di aver intascato tangenti in cambio di agevolazioni nei lavori di riqualificazione dell’ex area Falck; prima che venisse a galla quello che è stato chiamato “sistema Sesto”, che secondo l’accusa sarebbe proseguito anche con il successivo (e attuale) primo cittadino Giorgio Oldrini e con l’assessore Pasqualino Di Leva; prima, insomma, che diventasse un caso nazionale capace di far tremare il Pd intero, io la “Stalingrado d’Italia” delle vecchie acciaierie Falck la vedevo così:

Posted in I miei video su Milano (e dintorni) | Tagged , , , , , , , , , | Leave a comment

Piazza Tito Lucrezio Caro, un angolo dove il tempo scorre lento

Un particolare di Piazza Tito Lucrezio Caro di sera

In tutte le grandi città ci sono luoghi non turistici, dove anche i residenti passano distrattamente, diretti altrove. A Milano uno di questi luoghi è piazza Tito Lucrezio Caro.

I più la conoscono soprattutto perché lì c’è lo Spazio Forma, tempio della fotografia allestito in un ex deposito di tram riadattato in chiave moderna. Chissà quanti l’hanno attraversata, o almeno costeggiata, di sfuggita, prima di entrare a visitare una mostra. Altri, magari un po’ più avanti negli anni, associano la piazza all’Itis Giacomo Feltrinelli, che sorge al lato opposto e che pure ha una storia antica.

Quella dedicata a Tito Lucrezio Caro è una piazzetta con poche panchine di pietra smussate dal tempo. Intorno, sul lato esterno, un po’ di prato, qualche margherita, una fontanella. Più all’interno, una pavimentazione di brecciolino che sa di anni di scarsa manutenzione. Ma il bello sono gli alberi possenti, che hanno l’aria di essere lì da molto prima di tutto. Di giorno le loro fronde garantiscono il fresco. Di notte, quando a illuminare la piazza ci sono solo le luci degli edifici circostanti, sono loro i guardiani delle aiuole e del silenzio.
Siamo nel quartiere Ticinese, a pochi passi da una zona affollata come i Navigli, eppure in questo luogo dell’aspetto decadente regna la quiete. E’ un posto adatto per pensare, o per parlare di qualcosa d’importante.

In fondo piazza Tito Lucrezio Caro è misteriosa, un po’ come il personaggio di cui porta il nome: un poeta e filosofo romano, vissuto nel I secolo a.C. e autore di un De rerum natura. Non si sa dove nacque, di lui si dice che impazzi dopo aver bevuto un filtro d’amore e che si suicidò a 44 anni.

Sembra un luogo freddo, malridotto, per nulla confortevole. Ma possiede una sua essenza peculiare:  è un angolo lento nella velocità della metropoli, così lontano da certe piazze scintillanti, tirate a lucido, dove nulla è lasciato al caso. Per capire la piazza bisogna adeguarsi a lei: fermarsi, liberare la mente e vedere che succede.

Posted in MetaMilano, posti di un certo tipo | Tagged , , , | 1 Comment

11 Giugno, grandina

This slideshow requires JavaScript.

Posted in MetaMilano | Tagged , , | Leave a comment

I quesiti referendari di Milano, visti nel dettaglio

I milanesi che domenica 12 e lunedì 13 si recheranno al seggio si troveranno davanti 9 schede. Voteranno sui quattro quesiti su acqua, nucleare e legittimo impedimento, ma anche su altri cinque, che riguardano solo il capoluogo lombardo. Sono referendum consultivi di indirizzo, previsti dallo Statuto comunale e dal Regolamento per l’attuazione dei diritti di partecipazione popolare: prevedono un quorum partecipativo del 30% degli aventi diritto (e non del 50% +1 come quelli nazionali) e non sono vincolanti per il governo cittadino. Ma in caso di validità del referendum il Consiglio e la Giunta comunale dovranno comunque riunirsi, entro 60 giorni, per accogliere in modo totale o parziale l’indirizzo indicato dai cittadini.

Nella settimana che ha preceduto il voto i membri del comitato MilanoSìMuove, che ha promosso il referendum, hanno accusato i mezzi di informazione di non coprire in modo adeguato l’evento. E così a spiegare ai cittadini  su che cosa erano chiamati ad esprimersi ci hanno pensato da soli, organizzando anche un flash mob nel tardo pomeriggio di giovedì 9 giugno in piazza Duomo.

Ma i cambiamenti che un ai cinque quesiti potrebbe favorire, non sono tutti indolore: secondo un calcolo riportato da IlSole24Ore per attuarli servirebbero 400 milioni di euro. Non proprio un gioco da ragazzi, specie considerando che le casse comunali piangono: il collegio dei revisori, pochi giorni dopo l’insediamento del nuovo sindaco Giuliano Pisapia, ha infatti rilevato un rosso di circa un centinaio di milioni di euro. Che nel bilancio previsionale del 2012 potrebbero diventare un buco di 500 milioni.

Ecco, allora, quali sono i quesiti, che tipo di misure contengono e in che modo si sta pensando di coprire le spese necessarie per attuarle:

1 – SCHEDA MARRONE (Ecopass e mezzi pubblici) : Volete voi che il Comune di Milano adotti e realizzi un piano di interventi per potenziare il trasporto pubblico e la mobilità “pulita”alternativa all’auto, attraverso l’estensione a tutti gli autoveicoli (esclusi quelli ad emissione zero) e l’allargamento progressivo fino alla “cerchia ferroviaria” del sistema di accesso a pagamento, con l’obiettivo di dimezzare il traffico e le emissioni inquinanti? 

Tra gli interventi per favorire un’aria più pulita ci sarebbero il raddoppio delle zone pedonali, l’aumento delle piste ciclabili, la creazione di corsie preferenziali per il trasporto pubblico di superficie, l’estensione degli orari della metropolitana. E, soprattutto, l’ampliamento di ecopass. Sia in senso territoriale, perché l’area di applicazione del ticket verrebbe allargata, sia in senso soggettivo, perché a pagare sarebbero tutte le auto (tranne quelle ad emissioni zero, ad esempio le elettriche). Se passasse il sì, ed il Comune volesse realizzare sul serio queste misure, occorrerebbero 60 milioni di euro all’anno. Ma questa cifra, dicono i promotori, si può ricavare aumentando la tariffa giornaliera di ecopass a 5 euro per il trasporto delle persone e 10 per il trasporto merci, e sommando a queste entrate quelle dei parcheggi a pagamento, il cui prezzo dovrebbe a sua volta salire.  Continue reading

Posted in politica | Tagged , , , , , , , , , | Leave a comment

Giuliano Pisapia, il re taumaturgo della Repubblica

La 65esima festa della Repubblica nel 150esimo anno dell’Unità d’Italia è stata, per Milano, la prima celebrazione ufficiale con il nuovo sindaco, Giuliano Pisapia.

Come i festeggiamenti seguiti al ballottaggio hanno reso evidente, GP è percepito dalla città come il simbolo di un cambiamento. Atteso da molto e ora possibile. Forse consapevole di questo, il primo cittadino è comparso a sorpresa al corteo organizzato dalla Cigl, poco primo che si muovesse verso piazza Castello, dove il segretario generale Susanna Camusso avrebbe poi tenuto il suo discorso.

This slideshow requires JavaScript.

E’ la festa della Repubblica, ma nel colorato serpentone umano che invade Corso Venezia le bandiere tricolore si intravedono solo sul fondo: sono quelle dell’Anpi, l’associazione dei partigiani che per questa Repubblica hanno combattuto. I toni dominanti, però, sono altri: il rosso delle bandiere Cgil, e soprattutto l’arancione, il colore che ha contraddistinto la campagna elettorale di Giuliano Pisapia. Lo indossano in molti, specie le donne, che fieramente – come avevano già fatto due sere prima, dopo la vittoria del nuovo sindaco – esibiscono borse, magliette, sciarpe, foulard e copricapi del colore che da simbolo dell’Olanda è diventato emblema della riscossa della sinistra. Ma ci sono anche le bandiere azzurre e gialle, a ricordare che il referendum su acqua e nucleare si avvicina, e che bisogna votare sì.

Non mancano striscioni contro la Chiesa e l’ora di religione e cartelloni che sfottono ancora Letizia Moratti. Insomma, è la festa della Repubblica, ma il clima è post-elettorale e pre-referendario. E la star indiscussa è lui: Giuliano Pisapia. Il neo sindaco arriva a sorpresa proprio attorno alle 14.30, mentre sul palco qualcuno proclama:

«Oggi è la festa della Costituzione che abbiamo tante volte difeso. E alla fine la nostra lotta è stata premiata: il vento è cambiato, ce l’abbiamo fatta! Ed è qui con noi proprio lui, Giuliano Pisapia, che tutti i militanti porta via!»

Continue reading

Posted in attualità, politica | Tagged , , , , | Leave a comment