I quesiti referendari di Milano, visti nel dettaglio

I milanesi che domenica 12 e lunedì 13 si recheranno al seggio si troveranno davanti 9 schede. Voteranno sui quattro quesiti su acqua, nucleare e legittimo impedimento, ma anche su altri cinque, che riguardano solo il capoluogo lombardo. Sono referendum consultivi di indirizzo, previsti dallo Statuto comunale e dal Regolamento per l’attuazione dei diritti di partecipazione popolare: prevedono un quorum partecipativo del 30% degli aventi diritto (e non del 50% +1 come quelli nazionali) e non sono vincolanti per il governo cittadino. Ma in caso di validità del referendum il Consiglio e la Giunta comunale dovranno comunque riunirsi, entro 60 giorni, per accogliere in modo totale o parziale l’indirizzo indicato dai cittadini.

Nella settimana che ha preceduto il voto i membri del comitato MilanoSìMuove, che ha promosso il referendum, hanno accusato i mezzi di informazione di non coprire in modo adeguato l’evento. E così a spiegare ai cittadini  su che cosa erano chiamati ad esprimersi ci hanno pensato da soli, organizzando anche un flash mob nel tardo pomeriggio di giovedì 9 giugno in piazza Duomo.

Ma i cambiamenti che un ai cinque quesiti potrebbe favorire, non sono tutti indolore: secondo un calcolo riportato da IlSole24Ore per attuarli servirebbero 400 milioni di euro. Non proprio un gioco da ragazzi, specie considerando che le casse comunali piangono: il collegio dei revisori, pochi giorni dopo l’insediamento del nuovo sindaco Giuliano Pisapia, ha infatti rilevato un rosso di circa un centinaio di milioni di euro. Che nel bilancio previsionale del 2012 potrebbero diventare un buco di 500 milioni.

Ecco, allora, quali sono i quesiti, che tipo di misure contengono e in che modo si sta pensando di coprire le spese necessarie per attuarle:

1 – SCHEDA MARRONE (Ecopass e mezzi pubblici) : Volete voi che il Comune di Milano adotti e realizzi un piano di interventi per potenziare il trasporto pubblico e la mobilità “pulita”alternativa all’auto, attraverso l’estensione a tutti gli autoveicoli (esclusi quelli ad emissione zero) e l’allargamento progressivo fino alla “cerchia ferroviaria” del sistema di accesso a pagamento, con l’obiettivo di dimezzare il traffico e le emissioni inquinanti? 

Tra gli interventi per favorire un’aria più pulita ci sarebbero il raddoppio delle zone pedonali, l’aumento delle piste ciclabili, la creazione di corsie preferenziali per il trasporto pubblico di superficie, l’estensione degli orari della metropolitana. E, soprattutto, l’ampliamento di ecopass. Sia in senso territoriale, perché l’area di applicazione del ticket verrebbe allargata, sia in senso soggettivo, perché a pagare sarebbero tutte le auto (tranne quelle ad emissioni zero, ad esempio le elettriche). Se passasse il sì, ed il Comune volesse realizzare sul serio queste misure, occorrerebbero 60 milioni di euro all’anno. Ma questa cifra, dicono i promotori, si può ricavare aumentando la tariffa giornaliera di ecopass a 5 euro per il trasporto delle persone e 10 per il trasporto merci, e sommando a queste entrate quelle dei parcheggi a pagamento, il cui prezzo dovrebbe a sua volta salire. 

2 – SCHEDA CELESTE (Verde pubblico) : Volete voi che il Comune di Milano adotti tutti gli atti ed effettui tutte le azioni necessarie a: ridurre il consumo di suolo destinando al almeno il 50% delle grandi superfici oggetto di riqualificazione urbanistica a verde pubblico ed escludendo l’assegnazione di diritti edificatori a fronte della realizzazione di “servizi” che comportino consumo di suolo; preservare gli alberi e le aree verdi esistenti; garantire il raddoppio del numero di alberi e  delle aree verdi e la loro interconnessione entro il 2015, assicurando che ogni residente abbia a disposizione un giardino pubblico con aree attrezzate per bambini a una distanza non superiore a 500 metri da casa? 

Chi ha formulato il quesito pare avere il dono della sintesi. Ma l’idea che ogni famiglia abbia uno spazio verde sotto casa dove far giocare i figli, o che ogni single abbia lo stesso spazio verde sotto casa dove far passeggiare il cane ( e vale anche per i single senza cane, per gli anziani et cetera) è indubbiamente meravigliosa. Insomma, detta così, chi mai potrebbe non essere d’accordo con una proposta del genere? Il budget preventivato per trasformare in realtà il sogno ecologico sarebbe di 60 milioni di euro diluiti in tre anni. Secondo i promotori, la spesa si può coprire con gli oneri di urbanizzazione pagati al Comune da chi costruisce nelle aree dove si realizza l’intervento. Ma anche con un sistema di tariffazione progressiva sull’uso di alcune risorse ambientali scarse: chi consuma acqua o produce rifiuti al di sopra del normale consumo domestico, paga di più. Resta da capire come fare a individuare, zona per zona, chi effettivamente utilizza più acqua o produce più spazzatura. E poi, per attuare il progetto, sarà necessario inserire delle modifiche al Pgt.

3 – SCHEDA VIOLA (Parco Expo): Volete voi che il Comune di Milano adotti tutti gli atti ed effettui tutte le azioni necessarie a garantire la conservazione integrale del parco agroalimentare che sarà realizzato sul sito Expo e la sua connessione al sistema delle aree verdi e delle acque? 

Tutto quello che si sta realizzando e si realizzerà per l’Expo 2015 ha ancora una destinazione futura incerta: parliamo di aree il cui valore di mercato è destinato ad aumentare. Il che vuol dire che poter edificare in quelle zone fa gola a molti. Il sì a questo quesito garantirebbe la conservazione del parco a disposizione della città anche dopo la fine dell’Expo. Il tutto, senza gravare sulle casse di Palazzo Marino.

4 – SCHEDA BLU (Risparmio energetico e gas serra) : Volete voi che il Comune adotti il piano per l’energia sostenibile ed il clima che lo impegni negli obiettivi europei di riduzione di almeno il 20% delle emissioni di gas serra responsabili dell’effetto serra nel dimezzamento delle principali emissioni inquinanti connesse al riscaldamento degli edifici? 

Un sì a questo quesito significherebbe chiedere all’amministrazione comunale di adottare misure in linea con il “Pacchetto 20-20-20” (il pacchetto clima-energia approvato dal Parlamento europeo nel 2008, che prevede, entro il 2020, di ridurre del 20% le emissioni di gas serra, portare al 20% il risparmio energetico e aumentare della stessa percentuale il consumo da fonti rinnovabili). Milano, sostengono i promotori, potrebbe raggiungere questi obiettivi richiedendo lo standard di massima efficienza energetica per gli edifici di nuova costruzione, concedendo incentivi per la riconversione di quelli obsoleti, sostituendo gli impianti di riscaldamento a gasolio. Budget necessario: 30 milioni in tre anni.

5 – SCHEDA ROSA (Darsena e Navigli) : Volete voi che il Comune provveda alla ristrutturazione della Darsena quale porto della città ed area ecologica e proceda gradualmente alla riattivazione idraulica e paesaggistica dei sistema dei Navigli milanesi sulla base di uno specifcio percorso progettuale di fattibilità? 

I Navigli, raccordo liquido tra la scintillante Milano del boom economico e quella dal sapore antico, medievale, sono diventati negli ultimi anni simbolo di abbandono e incuria. La Darsena è ridotta ad un acquitrino. Per riqualificare le vie d’acqua ci vorrebbero 10 milioni di euro all’anno per tre anni. Soldi che potrebbero venire dalla vendita di alcuni immobili di proprietà di Palazzo Marino.

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