Odi et amo, Milano. Dialogo pre-elettorale tra me e la mia coscienza. Sulla paura e altre storie.

Premetto: io non voto a Milano. Questo è solo il racconto di un episodio personale realmente accaduto, che mi ha suscitato molte domande. Che, in fondo, hanno a che vedere anche con la politica, con gli slogan elettorali, con l’esigenza di sicurezza e la necessità della multicultualità. Domande cui non pretendo di dare risposta. 

Giovedì sera, l’una di notte. Tornare da una serata al teatro cui si è partecipato per fare un’intervista per un servizio radio. E perché, in certe sere, stare a casa proprio non si può.

Riuscire ad arrivare alla stazione di Lotto, dopo essere salita all’ultimo secondo sull’ultimo treno della metro rossa. Intorno, quasi deserto.

In via Gavirate a un certo punto il marciapiede si restringe: le lamiere dei lavori in corso da mesi riducono lo spazio a metà, formando un corridoio stretto. Se tu arrivi da una direzione, e di fronte a te c’è una persona che arriva dall’altra, uno dei due deve fermarsi prima di imboccare la strettoia, lasciar passare l’altro e poi proseguire il cammino.

Succede che di fronte a me c’è un uomo, in apparenza quasi certamente non italiano, che ha già imboccato il corridoio. Proseguo anche io, ma faccio mezzo passo, poi torno indietro. Mi volto e, in un atomo di secondo, decido che continuerò a camminare. Perché è tardi, sono esausta, ho freddo e fretta. Solo che invece di prendere la strettoia del marciapiede, i miei passi si dirigono in mezzo alla strada, sulla carreggiata. Dove tanto, a quest’ora, passa un’auto ogni dieci minuti. Continue reading

Advertisements
Posted in attualità, MetaMilano | 1 Comment

Anche sui social network, non fateci ridere

Sempre a proposito di cose che da candidati seri non ti aspetti, ho scritto qualcosa qui  

Posted in attualità, politica | Leave a comment

Zingaropoli contro Ministeropoli. Non fateci ridere.

Giuliano Pisapia ed Emanuele MacalusoMancano cinque giorni al ballottaggio che decreterà il volto del nuovo sindaco di Milano. Sarebbe stato bello se almeno in questa fase finale i due candidati, Giuliano Pisapia e Letizia Moratti, si fossero presi il disturbo di esporre le soluzioni che propongono per la città, facendo lo sforzo di andare al di là di certi scontati slogan.

Invece donna Letizia cita tutto il citabile, compreso Mourinho ed il suo più noto slogan, che però detto da una sciura compita e affettata come lei suona quasi grottesco.

Pisapia si fa vedere parecchio in giro, ed è tanta l’attenzione a non dire nulla di sbagliato, che finisce per non dire nulla e basta. Anche martedì sera, quando è intervenuto al Teatro Elfo Puccini di Milano per la presentazione del nuovo sito de Il Riformista (passato di recente sotto la direzione di Emanuele Macaluso, insieme a Pisapia nella foto), il candidato del centrosinistra, dopo aver raccolto il caldo applauso della platea, si è limitato a generiche promesse e vaghe speranze. Va bene, forse non era la sede più adatta, ma, già che c’era, avrebbe potuto rendere onore alla sua fama di principe del foro con parole più pregnanti.

L’impressione è che Pisapia senta di avere già vinto, il che è una probabilità e non una certezza. E non dovrebbe esimerlo, come ha scritto Aldo Cazzullo, dallo spiegare ai milanesi con chi ed in che modo intende occuparsi dell’Expo, dell’ambiente, dell’economia e della cultura meneghine.

E intanto succede che i cittadini immaginano una città che all’improvviso si trasforma in “zingaropoli”o in “ministeropoli” (assieme a Napoli e ad altri capoluoghi qua e là, giusto per aumentare la confusione). Succede che Pisapia, accusato dalla sua avversaria di furto d’auto, si ritrovi a sventare un analogo episodio. E che certi sostenitori della Moratti diventino vittime – o sedicenti tali – di aggressioni. Le pagine di cronaca politica degli ultimi giorni sono piene di queste gustose storielle.

Per carità, farebbero anche ridere. Se non fosse che non si tratta di comici, ma di chi, a vari livelli, ci governa o si candida a farlo.

Posted in attualità, politica | Tagged , , , , , , | Leave a comment

Il faccia a faccia Moratti – Pisapia, chi perde e chi vince

La cosa peggiore del confronto tra Letizia Moratti e Giuliano Pisapia – andato in onda oggi, su Sky, alle 16 – è che, se non fosse stato per quello che ha detto il sindaco uscente in chiusura di trasmissione, sarebbe stato un faccia a faccia soporifero.

Invece proprio sul gong si è trasformato nell’ennesimo esempio di politica insipiente che sceglie deliberatamente di abbassare il livello della riflessione e alzare quello della polemica. La Moratti, ultima a prendere la parola prima della chiusura della registrazione, ha lanciato quella che sapeva benissimo essere una bomba a mano, affermando che

Pisapia è stato giudicato dalla Corte d’Assise responsabile di un furto di veicolo che sarebbe servito per il sequestro e il pestaggio di un giovane. E’ stato giudicato responsabile e aministiato. L’amnistia non è assoluzione.

Una mossa furba, politicamente strategica, certamente d’impatto per quegli ascoltatori che si preoccupano di ciò che gli accade attorno solo a pochi giorni dal voto, tanto per decidere quale casella barrare nel segreto dell’urna. Ma forse il primo cittadino uscente non ha ben calcolato la lunghezza della miccia, e la bomba rischia di esploderle in mano. Continue reading

Posted in attualità, politica | Tagged , , , , | Leave a comment

Milan – Napoli: cronaca di una morte (quasi) annunciata

Maggio c’è, ma per il Napoli non è ancora primavera. Non che si pensasse che la squadra partenopea, in trasferta a Milano, avrebbe sbancato San Siro, ma magari si sperava almeno in una morte dignitosa.

Perché la partita di lunedì 28 febbraio, posticipo della 27esima giornata, è una di quelle il cui esito cambia radicalmente le sorti del campionato. Invece la disfatta, ahimè, è stata piena.

Nota seria prima di partire con la cronaca: l’inizio del match è stato preceduto da un doveroso minuto di raccoglimento in onore di Massimo Ranzani, l’alpino di 36 anni morto in Afghanistan a seguito dell’esplosione di un ordigno.

Quanto alla partita, l’ inizio è promettente, Milan e Napoli fanno scintille. Ma è da subito evidente che la squadra di Allegri è più aggressiva, mentre il capoluogo campano non ingrana, non riesce a spostarsi nella metà campo avversaria.

“O ma chist secondo me stann’ rann propr e’ nummere”, (Oh, ma questi stanno dando proprio i numeri)

commenta, non a caso, un tifoso azzurro seduto al terzo anello. Una sedia sopra di lui ce n’è uno milanista che non è certo meno critico verso la sua squadra:

“Pato gioca porca di quella troia! E’ un viziato di merda” ,

dice all’altro supporter rossonero seduto accanto a lui. Non sa ancora che proprio Pato segnerà uno dei tre gol del trionfo.

In effetti già nel primo tempo il Milan sfiora la rete molte volte, ma sono tentativi abilmente sventati dall’ottimo De Sanctis. La curva milanista, intanto, è assetata di vittoria, tanto che qualcuno pensa bene di rievocare vecchie gloriesventolando la bandiera con il nome di Franco Baresi.

Ma è nella ripresa che la squadra prima in classifica segna il cambio di passo. Complice un rigore molto discusso, concesso dall’arbitro a seguito di un presunto tocco del pallone con il braccio sinistro da parte di Aronica.

“Tonino! Tonino! Non era rigore, lo ha detto pure Sky. Dice che l’ha toccata prima uno del Milan”

commenta il tifoso partenopeo con un suo amico. Che risponde

“Aè, n’ato rigore regalat…L’ha toccata prima uno del Milan? Allora era rigore, ma per noi”. Continue reading

Posted in MetaMilano | Tagged , , , , , , , , , | 1 Comment

Quel che si dice un manifesto diretto

In Campania si dice che si “butta il sangue” su una cosa (un progetto cui si lavora, un’attività che si fa con impegno e dedizione) per sottolineare la fatica, lo sforzo, la grossa quantità di energia che si spende per portarla avanti. Non credo che la stessa espressione si usi anche a Milano, dove pure zelo e sollecitudine sembrano elevati a filosofia di vita della maggior parte della popolazione. Ma c’è un manifesto in alcune fermate del metrò che sembra invitare quasi  a “buttare il sangue”.“Se avete ancora sangue nelle vene, donatelo” , c’è scritto. Il senso, chiaramente, è diverso. Comunque d’effetto.

Posted in In metro/in tram | Tagged , , | 1 Comment

Fucking in L.O.V.E., atto secondo

Il rapporto tra L.O.V.E., l’eloquente opera in marmo realizzata da Maurizio Cattelan, e Milano, è un rapporto tormentato.

Proprio adesso che il dito medio più famoso d’Italia si era fidanzato idealmente con la città, per intercessione del gruppo di artisti Urluk, ecco che tornano a galla vecchi problemi. Sollevati da chi ritiene che l’unione tra L.O.V.E. (che, profeticamente, è l’acronimo di Libertà, Odio, Vendetta, Eternità) e Milano “non s’ha da fare”.

Questa volta a remare contro è il presidente della Consob Giuseppe Vegas. Nominato nel novembre scorso al vertice dell’organo che controlla società e banche, Vegas ha lanciato un ultimatum all’amministrazione comunale: entro maggio, mese in cui terrà la sua prima relazione in veste di capo dell’autorità di controllo dei mercati, la scultura alta dodici metri deve essere rimossa da piazza Affari.

Il conflitto dunque è aperto, anche perché Cattelan, dal canto suo, aveva ceduto l’opera proprio a patto che restasse davanti alla sede della Borsa. Dove, è innegabile, esprime al meglio se stessa. E invece è dal 24 settembre dello scorso anno, quando il dito medio si è alzato di fronte a Palazzo Mezzanotte, che le polemiche si susseguono. Il sindaco Letizia Moratti e l’assessore alla cultura Massimiliano Finazzer Flory hanno sinora difeso l’opera.

Staremo a vedere se prevarranno le ragioni del cuore o quelle della finanza.

Posted in attualità, MetaMilano | Tagged , , , , , , | Leave a comment

Fucking in love: il San Valentino di Piazza Affari

L.O.V.E., il dito medio che si trova a piazza Affari a Milano, opera di Maurizio Cattelan, si è fidanzato.  Con un tale chiamato L.O.G.O. 5/7. Forse, se e quando l’Italia aprirà al matrimonio gay, si sposeranno.

Intanto ieri, nel giorno dedicato agli innamorati di tutto il mondo e al consumismo globale, a rendere pubblica la loro unione ci ha pensato un gruppo di artisti che si fa chiamare Urluk. Con un anello, come da tradizione.

Per vederlo, cliccate qui.

Posted in attualità, MetaMilano | Tagged , , , , , , | Leave a comment

“Ora basta!”, la manifestazione delle donne a Milano

A ventiquattr’ore e poche centinaia di metri di distanza dal luogo in cui  si è svolta l’iniziativa “In mutande ma vivi” promossa da Giuliano Ferrara, domenica si è riversata in piazza l’altra Italia. Rispetto all’evento del giorno prima è nettamente superiore la partecipazione di chi ha scelto di aderire alla manifestazione “Se non ora quando”, in difesa della dignità delle donne.

This slideshow requires JavaScript.

Per le donne o contro Berlusconi? – Un tema, quello dell’immagine della donna, del suo valore, di come viene oggi considerata nel mondo del lavoro, in televisione, nella società, che dovrebbe unire. E che, invece, ha profondamente diviso. Anche tra le donne, molte hanno sottolineato il rischio di una strumentalizzazione. Il pericolo di banalizzare la causa, trasformando la piazza nell’ennesimo grido collettivo contro il presidente del Consiglio. Qualcuna ha risposto che non era solo una cosa contro Berlusconi. Altre, più schiettamente, hanno direttamente collegato il costante sputtanamento del genere femminile cui costantemente assistiamo al berlusconismo. Maria Laura Rodotà, ad esempio, ha scritto sul Corriere del 10 febbraio che le donne con questa manifestazione vogliono

testimoniare un disagio fortissimo. Ed essere parte di quella che è stata definita “rivolta della decenza”. Decenza, non bacchettonismo. Anche se basta poco per essere definite bacchettone, in questa Italia che ha perso il senso del pazzeso; dove tutto, anche gli anziani governanti con le minorenni, può venire relativizzato. E forse è questo che disturba di queste donne (…). Il non voler relativizzare (…), l’andare in piazza per un motivo chiaro: chiedere le dimissioni di Silvio Berlusconi.

Continue reading

Posted in attualità, politica | Tagged , , , , , , , , , , , , | Leave a comment

“In mutande ma vivi” vs “Se non ora, quando?”

Sabato mattina i 1620 posti del Teatro Dal Verme sono finiti subito. Occupati in fretta dai sostenitori dell’iniziativa “In mutande ma vivi – contro il neopuritanesimo ipocrita”, lanciata dal direttore del quotidiano Il Foglio Giuliano Ferrara. Così, quando i poliziotti hanno sbarrato l’ingresso, molte persone sono rimaste fuori al teatro. Da lì, assiepate intorno agli altoparlanti, hanno ascoltato le parole di giornalisti, esponenti politici e intellettuali che hanno aderito all’invito a parlare dell’Elefantino.

La piazza – Identikit del partecipante tipo? Una cosa è certa: le uniche mutande sono quelle sul palco del Dal Verme: fuori al teatro la gente è vestita, e mediamente pure bene.

This slideshow requires JavaScript.


Uno si aspetterebbe di vedere solo  dagli “anta” in su (e in effetti la categoria è ampiamente rappresentata), invece ci sono anche parecchi giovani, a occhio e croce ventenni. E trentenni – sempre a occhio e croce -, pure qualche padre con i figli sulle spalle. Ma quello che unisce la gente fuori al teatro sono senza dubbio i quotidiani: una buona metà dei presenti ne ha uno sottobraccio. Il Giornale e Il Corriere, soprattutto, poi anche Libero e il Foglio, entrambi esibiti con fierezza dai proprietari. Una sola Repubblica avvistata. E come in tutte la manifestazioni che si rispettino, c’è sempre qualche tizio strano. Come il signore che ha fatto una serie di cartelli con su scritto “SPIASI – rivolgersi: Doctor Insensible” (il dottor Insensibile, mi spiega, è la traduzione di Bruti Liberati. Nel senso di Bruto=Insensibile, e non fa una piega). Deve essere che ha fatto molta fatica per prepararli, per questo si accorge solo dopo mezz’ora che le voci che sente vengono dagli altoparlanti, cioè da persone che sono dentro il teatro e non fuori. Tra la folla – e non lo includo nell’elenco dei tizi strani – c’è anche Nicola Porro (che ha detto qualcosa sulla manifestazione delle donne di domenica, c’è il video più sotto). Il vicedirettore del Il Giornale ha un sacco di fan: appena fa un passo qualcuno lo avvicina, gli chiede un parere, vuole commentare con lui uno degli interventi. Le più vivaci sono le donne: una signora, addirittura, vuole farsi fare un’autografo da Porro sulla Settimana Enigmistica. Ma la vera pasionaria fuori al teatro Dal Verme è quest’altra signora, che ha le idee molto chiare:

Continue reading

Posted in attualità, politica | Tagged , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Leave a comment