Fucking in L.O.V.E., atto secondo

Il rapporto tra L.O.V.E., l’eloquente opera in marmo realizzata da Maurizio Cattelan, e Milano, è un rapporto tormentato.

Proprio adesso che il dito medio più famoso d’Italia si era fidanzato idealmente con la città, per intercessione del gruppo di artisti Urluk, ecco che tornano a galla vecchi problemi. Sollevati da chi ritiene che l’unione tra L.O.V.E. (che, profeticamente, è l’acronimo di Libertà, Odio, Vendetta, Eternità) e Milano “non s’ha da fare”.

Questa volta a remare contro è il presidente della Consob Giuseppe Vegas. Nominato nel novembre scorso al vertice dell’organo che controlla società e banche, Vegas ha lanciato un ultimatum all’amministrazione comunale: entro maggio, mese in cui terrà la sua prima relazione in veste di capo dell’autorità di controllo dei mercati, la scultura alta dodici metri deve essere rimossa da piazza Affari.

Il conflitto dunque è aperto, anche perché Cattelan, dal canto suo, aveva ceduto l’opera proprio a patto che restasse davanti alla sede della Borsa. Dove, è innegabile, esprime al meglio se stessa. E invece è dal 24 settembre dello scorso anno, quando il dito medio si è alzato di fronte a Palazzo Mezzanotte, che le polemiche si susseguono. Il sindaco Letizia Moratti e l’assessore alla cultura Massimiliano Finazzer Flory hanno sinora difeso l’opera.

Staremo a vedere se prevarranno le ragioni del cuore o quelle della finanza.

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