“Ora basta!”, la manifestazione delle donne a Milano

A ventiquattr’ore e poche centinaia di metri di distanza dal luogo in cui  si è svolta l’iniziativa “In mutande ma vivi” promossa da Giuliano Ferrara, domenica si è riversata in piazza l’altra Italia. Rispetto all’evento del giorno prima è nettamente superiore la partecipazione di chi ha scelto di aderire alla manifestazione “Se non ora quando”, in difesa della dignità delle donne.

This slideshow requires JavaScript.

Per le donne o contro Berlusconi? – Un tema, quello dell’immagine della donna, del suo valore, di come viene oggi considerata nel mondo del lavoro, in televisione, nella società, che dovrebbe unire. E che, invece, ha profondamente diviso. Anche tra le donne, molte hanno sottolineato il rischio di una strumentalizzazione. Il pericolo di banalizzare la causa, trasformando la piazza nell’ennesimo grido collettivo contro il presidente del Consiglio. Qualcuna ha risposto che non era solo una cosa contro Berlusconi. Altre, più schiettamente, hanno direttamente collegato il costante sputtanamento del genere femminile cui costantemente assistiamo al berlusconismo. Maria Laura Rodotà, ad esempio, ha scritto sul Corriere del 10 febbraio che le donne con questa manifestazione vogliono

testimoniare un disagio fortissimo. Ed essere parte di quella che è stata definita “rivolta della decenza”. Decenza, non bacchettonismo. Anche se basta poco per essere definite bacchettone, in questa Italia che ha perso il senso del pazzeso; dove tutto, anche gli anziani governanti con le minorenni, può venire relativizzato. E forse è questo che disturba di queste donne (…). Il non voler relativizzare (…), l’andare in piazza per un motivo chiaro: chiedere le dimissioni di Silvio Berlusconi.

E infatti, nel fiume umano che ha riempito non solo piazza Castello, ma tutte le strade circostanti, fino ad arrivare quasi al Duomo, tenere il conto del numero dei cartelli contro il capo del governo è praticamente impossibile.Donne, uomini, ragazzi, ultracinquantenni e bambini, gente ammassata sulla statua di Garibaldi, sulle cabine telefoniche e su ogni pilastro disponibile, tutti con maschere e striscioni con un messaggio di fondo inequivocabile: ci fai schifo, dimettiti.

Ma a questo punto, se davvero preme il tema della dignità delle donne, viene da chiedersi: mandare via Berlusconi cambia le cose in questo senso? Perché manifestiamo adesso, perché non l’abbiamo fatto prima? Le donne con cui ho parlato mi hanno risposto così:

Insomma: a crederci, ci credono. Ma su come cambiare le cose da domani -o almeno da marzo, ché le elezioni, pare, sono vicine – nessuna sembra avere la risposta. E nemmeno la proposta.

This entry was posted in attualità, politica and tagged , , , , , , , , , , , , . Bookmark the permalink.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s