Corteo Fiom, la preparazione sulla MM1

Non so come fossero le manifestazioni trent’anni fa, ma quelle degli ultimi tempi sono parecchio folkloristiche.

Alcuni partecipanti al corteo meneghino di oggi a sostegno dei metalmeccanici della Fiom erano questa mattina sulla linea rossa della metropolitana. E nell’attesa di scendere alla fermata di Porta Venezia hanno messo a punto gli ultimi dettagli dello show.

Quando c’u ‘rann stu scatt? Quann stamm’ orizzontali, nella bara, ce ricene: “Ecco qua, v’ammu rat o’ scatt”? E grazie assai![Quando ce lo fanno avere lo scatto (pensionistico, ndr)? Quando saremo in posizione orizzontale, nella bara, ci diranno: “Ecco, vi abbiamo dato lo scatto”? E grazie tante!]

Così si sfoga una signora, la più loquace del gruppo, evidentemente non proprio nata e cresciuta a Milano.Insieme a lei c’è un tizio vestito da donna, parrucca bionda, calze nere, pantofole ai piedi.

Appena arrivo mi metto anche i tacchi,

dice. E diversi studenti, che un po’ titubanti e un po’ sghignazzanti confessano di essere ovviamente ben contenti di saltare un giorno di ammorbanti lezioni. (Che però, a giudicare dall’accento di troppo della terza persona singolare sul loro cartellone, forse male non gli farebbe..)

Ma il pezzo forte è la parrucca rossa, accessorio di accompagnamento al cartello in difesa della pm Ilda Boccassini, le cui prodezze atletico-erotiche negli anni floridi sono state di recente riesumate da un importante quotidiano.

Prima di indossare la parrucca, la pasionaria partenopea non rinuncia ad una stoccata nei confronti di un’altra donna agguerrita, dello staff del presidente del Consiglio:

Comm se chiamm, chell…a Santanchè. E ci credo che le difende a Ruby e a tutte queste qua: ess’ è a primm che ha fatt’ a’ zoccola, e come non le può difendere a quelle? So zoccole comm’ a ess!  [Come si chiama, quella…la Santanchè. E ci credo che difende Ruby e tutte le altre: lei è la prima che ha fatto la “donna di facili costumi”, e come potrebbe non difenderle? Sono “donne di facili costumi” come lei!]

Giusto il tempo di quest’ultima perla di saggezza tra il napoletano e l’italiano, poi il treno si ferma. Porta Venezia. Il gruppetto scende. Il resto alla nostra immaginazione.

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