Milano come Los Angeles. Il paragone non c’entra nulla, ma suona bene. E’ una delle tante contraddizioni di cui è affetta l’autrice di questo blog. E che caratterizzano anche Milano.
C’è la Milano della Moda, dello showbiz. Che vuole essere la capitale del Nord, il volto italiano in Europa e nel mondo. La città delle occasioni da cogliere al volo, delle vite intense e veloci. E c’è la Milano fatta di comitati di quartiere e mercatini solidali. Di giardinetti sotto casa e piste per le bocce. Che parla ancora la lingua della Mediolanum sorta attorno ai Navigli. La prima è smart, vitale, seducente. La seconda è nascosta, delicata, profuma di antico. Procedono su due binari paralleli, ogni tanto si incontrano senza creare incidenti.
Provo a descrivere tutto ciò che di bello e di brutto succede sotto la Madunina. Le mostre che nessun giornale pubblicizza, gli eventi che rischiano di passare inosservati, le storie di vita milanese che aspettano di essere raccontate. Oppure le mostre, gli eventi e le storie di cui parlano proprio tutti, ma visti sotto una lente diversa.
Questa è “Milano secondo me”: tutto quello che trovate qui – dalle foto alla scelta dei colori – è una personale interpretazione. Semplice, ma spero non banale. Che vuole evitare i ragionamenti impegnati a tutti i costi, senza però porgere la guancia alla stupidità.